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Barchette al CAM di Casoria per CAMMOVIE 2012 31 marzo | 31 maggio 2012

22 aprile 2012

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a cura di Antonio Manfredi

opening 31 marzo 2012 ore 19.00

31 marzo | 31 maggio 2012

 

Continua la programmazione del museo CAM, i cui spazi ospitano le opere della collezione permanente ancora coperte e sostituite da fotocopie per protesta contro l’indifferenza da parte delle istituzioni. Il bianco assoluto del museo di Casoria fa da cornice ad un nuovo ed incisivo evento all’insegna dell’internazionalità artistica e dell’arte/cronaca: CAMMOVIE_Videoart Platform, a cura di Antonio Manfredi, dal 31 marzo, alle ore 19.00, al 31 maggio. Alla sua terza edizione, il contenitore digitale offre spunti di riflessione e di confronti attraverso gli sguardi degli artisti e le immagini del mondo virtuale per un insieme di informazioni che spaziano dall’attualità dei drammi umani alla bellezza dell’arte digitale.  Anche quest’anno CAMMOVIE ospiterà quattro sezioni: GOD-MEN, sulle figure dei dittatori e sugli effetti del loro potere; PROMISE LAND_From Lampedusa to Domitiana, che mostra i percorsi dei viaggi della speranza e il degrado in cui si evolvono; STATE MAFIA_The performances of politics, sui rapporti tra gli organi di governo e le organizzazioni criminali; MAGMART VII ed., festival internazionale di videoarte. La sezione dedicata ai dittatori che attualmente governano nel mondo, GOD-MEN, ne metaforizza il potere assolutistico attraverso le immagini delle parate militari e delle repressioni armate. Centinaia di uomini o donne sfilano davanti ai tiranni in abiti colorati e con sorrisi tutti identici mostrando l’omologazione del potere, esprimendo la volontà di eliminare un’identità contraria. L’opposizione che osa rivelarsi viene infatti brutalmente cancellata dagli oppressori, dagli uomini-Dio (God-men), attraverso l’intervento armato. Sullo sfondo di tali visioni appare la famosa scena di Charlie Chaplin ne Il grande dittatore, mentre danza abbracciando un mappamondo e le sue velleità di grandezza, simile ai tiranni che la civiltà accetta e che non combatte. La sezione dal titolo STATE MAFIA_The performances of politics, focalizza l’attenzione sulla difficile realtà italiana dei rapporti tra le mafie e lo Stato. La rete web diventa fonte d’informazione reale da cui attingere per trasformare la cronaca in video arte. Le immagini, le intercettazioni, le testimonianze si susseguono in un excursus drammatico che enfatizza gli episodi di concussione tra il potere politico, quello economico e quello della criminalità organizzata. Compito di un’arte che si fa sociale è indignarsi per i meccanismi di potere che condizionano la società civile attraverso la loro messa in scena in video. Nella sezione PROMISE LAND, la terra promessa dei sogni degli immigrati si trasforma negli incubi dei barconi che appaiono a Lampedusa, nei volti sofferenti, nelle fughe disperate e negli oggetti che segnano il passaggio del dolore nelle foto scattate da Alessia Capasso durante la sua permanenza sull’isola. Nella stessa sezione il lampedusano Giacomo Sferlazzo mostra un video dal poetico dialogo senza parole con le imbarcazioni degli immigrati arenate sulla spiaggia dell’isola siciliana e presenta l’installazione “Barchette”, per chiedere l’apertura di un corridoio umanitario che eviti le migliaia di morti durante i viaggi tra l’Africa e l’Europa (15.760 decessi dal 1988). Le aspirazioni degli immigrati che arrivano in Italia vengono deluse dalle condizioni della difficile realtà campana in cui si trovano da emarginati e irregolari, facili prede della criminalità organizzata . La nuova patria offre una vita di degrado e in continua precarietà come testimoniano le immagini in bianco e nero di Giovanni Izzo. I suoi ritratti della “Domiziana” mostrano una terra desolata in cui gli immigrati vivono in architetture fatiscenti, si accampano sotto i ponti in tende simili a quelle improvvisate a Lampedusa, aspettano gli autobus che li portano a lavorare sottopagati nei campi o popolano le strade con la prostituzione. Con l’ultima sezione, il museo di Casoria conferma, per il settimo anno consecutivo, il suo partenariato con il noto festival internazionale MAGMART_video under volcano diretto da Enrico Tomaselli. Questa edizione ha visto il coinvolgimento di circa 700 video inviati da 70 nazioni differenti confermando il sempre maggiore successo del festival e il coinvolgimento per questa forma d’arte. La giuria composta da Agata Chiusano, Giuseppe De Marco, Sotiris Iliadis, Luca Magnoni, Antonio Manfredi, Enrico Tomaselli, Jose Vieira, vota e seleziona i video online. I 30 vincitori  entrano a far parte della collezione permanente del CAM, visibili in occasione di CAMMOVIE presso le postazioni video del museo di Casoria.

 

Uffico stampa | PR: Graziella Melania Geraci +39 3349399870 cam.pr@hotmail.it

CAM | Casoria Contemporary Art Museum Via Duca D’Aosta 63/A 80026 Casoria/Napoli/Italia Tel/Fax: +39 0817576167

Orari: martedì- mercoledì- giovedì- domenica-venerdì 10.00/13.00 sabato 17.00/20.00

www.casoriacontemporaryartmuseum.com       casoriacontemporaryartmuseum@hotmail.com

Fate Barchette per chiedere l’apertura di un corridoio umanitario dalla Libia.

4 settembre 2011

Barchette fatte da Gisella Monti.

Barchette fatte da Dario Balletta.

Mauro Biani per Barchette.

Barchette realizzate  da  Sabina Meschisi

For those who believe that a humanitarian corridor from Libya to Europe is a concrete response to prevent thousands of deaths that occurred during the travel from Libya to Lampedusa.
You can make one or more paper boats and put them on the street of your hometown, so take a picture of them and send the photos to the European parliamentary groups and commissions listed below, and to info@giacomosferlazzo.it too.
Along with the photos to send you have to write the message:
“the opening of a humanitarian corridor is the only solution”
with the link of the Blog of Barchette here below:https://percorridoioumanitario.wordpress.com/

in order to give full information.

Otherwise you can write a letter with a sentence to
“The opening of a humanitarian corridor from Libya”
and you can send it to info@giacomosferlazzo.it in order to post it on the blog Barchette.

Thanks.

  • Ceux qui croient que un couloir humanitaire de la Libye vers l’Europe est une réponse concrète pour empêcher des milliers de décès qui sont survenus pendant le voyage de la Libye à Lampedusa.
    Vous pouvez faire un ou plusieurs bateaux de papier et les mettre dans une rue de votre ville, prendre des photos et envoyer les photos à les groupes parlementaires européens et commissions énumérés ci-dessous mentionè,
    et aussi à info@giacomosferlazzo.it
    avec les photos que vous envoyez completez ça avec le le message «L’ouverture d’un couloir humanitaire est la seule solution» et le link du blog Barchette: https://percorridoioumanitario.wordpress.com/

    pour donner comment ça plus d’informations.

    sinon vous pouvez écrire une votre lettre ou une phrase sur «l’ouverture d’un couloir humanitaire de la Libye”

    vous pouvez également envoyer cet lettre à info@giacomosferlazzo.it pour la publier dans le blog de Barchette.

    Merci

    para los que creen que un corredor humanitario de Libia a Europa es una respuesta concreta para prevenir miles de muertes que se produjeron durante el viaje desde Libia a Lampedusa.
    Ustedes pueden hacer uno o más barcos de papel y ponerlos en una calle de su ciudad, fotografiarlos y enviar las fotos a los grupos parlamentarios europeos y de las comisiones europea que se indican aqui seguiendo,

    y también a info@giacomosferlazzo.it , y junto con las fotos que estedes envían el mensaje:
    “La apertura de un corredor humanitario es la única solución”
    y el link del blog Barchette:https://percorridoioumanitario.wordpress.com/

    para asì dar más información.

    o si ustedes creen mejor escribir una carta o una frase que hable de
    “La apertura de un corredor humanitario de Libia”,

    y envíarla también a nfo@giacomosferlazzo.it
    para su publicación en el blog de Barchette.

    Gracias.

BARCHETTE, per un corridoio umanitario Libia/Europa – di Paola Ortensi

29 agosto 2011

BARCHETTE, per un corridoio umanitario Libia/Europa – di Paola Ortensi

Noi Donne

http://www.noidonne.org/blog.php?ID=02106

Una performance ideata da Giacomo Sferlazzo per chiedere un corridoio umanitario tra la Libia e l’Europa. BARCHETTE (di carta) partite da Lampedusa, sono passate per Roma e arrivate a Bruxelles

Barchette: una performance – da un’idea di Giacomo Sferlazzo – che si è svolta a Roma il 18 di agosto tra Via della Lungaretta e Piazza Santa Maria in Trastevere; dopo essere stata organizzata a Lampedusa e prima che fosse tenuta a Bruxelles solo qualche giorno dopo.
L’idea è stata pensata per chiedere l’apertura di un corridoio umanitario tra la Libia e l’Europa al fine di rispondere con saggezza, responsabilità, umanità alla disperazione di esseri umani che affrontano dalle coste della Libia, sulle famigerate carrette del mare, una traversata della disperazione che ha visto negli ultimi anni morire migliaia di persone. Giacomo Sferlazzo che ha visto e vissuto e continua a vivere in diretta in prima persona il dramma umano di chi arriva (o non riesce ad arrivare) dal mare è prima di tutto, non a caso, un cittadino di Lampedusa. Come uomo mette a disposizione la sua creatività di artista, la sua sensibilità di cantautore che crede e non rinuncia a credere insieme ai suoi compagni dell’Associazione ASKAVUSA, insieme a sua moglie Alessandra, accompagnata nell’occasione dai loro bambini Lorenzo e Abele, alla necessità urgente di trovare una risposta umana e politica che accompagni le moltitudini di esseri umani che rischiando la vita attraversando ogni giorno il Mediterraneo divenuto da culla di civiltà a mare di dolore e morte.
E allora per sollecitare, per insistere affinché l’Europa tutta ritenga l’idea di un corridoio umanitario la soluzione minima e perché la gente, tanta gente, sia partecipe di questa richiesta a Roma in un caldo pomeriggio di agosto centinaia di barchette fatte a mano con ogni tipo di carta, di ogni misura sono state poste per terra. E mentre Giacomo Sferlazzo le collocava con precisione una dietro l’altra percorrendo lentamente Via della Lungaretta fino a Piazza Santa Maria in Trastevere tra la curiosità di Romani e turisti, altri tra cui Paola e Maria Teresa della Ass. la Lucerna, Alessandra di Askavusa e poi Danilo e Chiara, Bruno e Francesa della Casa Internazionale delle Donne, Lorenzo, Abele e altri distribuivano un volantino che spiegava il perché di questa originale dimostrazione e intrattenevano le molte persone interessate a capirne di più.
Un’iniziativa, quella delle barchette, che qualcuno ha definito di una dolcezza disarmante. Un commento davvero speciale e forse controprova di un’idea geniale perché capace, attraverso un gioco, di coinvolgere, sollevare domande, suggerire risposte, stimolare considerazioni, dare emozioni, costruire consenso.
Si sono viste persone interrogarsi, chiedere, ascoltare, accettare in dono anche una piccola barca dopo aver letto il volantino distribuito in Italiano e Inglese nella consapevolezza della presenza di tanti stranieri.
D’altronde l’arrivo di uomini, donne, bambini che siano in fuga dalla guerra, dalla violenza, dalla fame, siano essi migranti, futuri profughi, rifugiati o una delle sempre più svariate definizioni che segnano poi il diritto all’asilo o la violenza del rimpatrio; è questo un problema che riguarda non la sola Italia e tanto meno la piccola isola di Lampedusa ma tutta l’Europa e non è azzardato dire tutto il mondo.
E’ bene allora che siano stati italiani, turisti, stranieri presenti per le più svariate ragioni a Roma,a passeggio in uno dei luoghi più turistici ma anche più belli e simbolici della città ad essere coinvolti, ad essere in un certo senso chiamati ad unirsi da protagonisti alla richiesta dell’apertura di un canale umanitario, voluto e organizzato dai paesi europei, una modalità scelta per proteggere la vita di questa gente che fugge dal dolore e che vuole sperare che anche per loro ci sia un futuro.
Alcune frasi nei testi delle canzoni di Sferlazzo dedicate a Lampedusa, e in particolare ai drammatici giorni degli sbarchi di febbraio e marzo, sembrano suggerire una filosofia che l’idea della performance delle Barchette ci sottopone, ed è quella di parlare di grandi obiettivi con la leggerezza e la poesia che colpisce, coinvolge e cerca di guardare avanti senza farsi fermare dal dolore .. ed è per questo che ci piace chiudere con qualcuna di queste strofe immaginandole scritte su quelle barchette qualcuna delle quali, come ha detto una donna, “rimarrà sul tuo tavolo a ricordare un’iniziativa felice che si augura continui fino al raggiungimento dell’obiettivo…”.

Ho visto molti lampedusani rimanere umani dentro l’inferno..
e quel che volevano fosse terrore lo trasformammo in smisurato amore…
fatti leggero e che ti porti il vento..
fa di stu cielu un tetto d’amori fa di scogghiu(Lampedusa) un lettu a riposu..
Il valore dell’umanità non può levarcelo nessuno.. la nostra umanità non vogliamo comprometterla…

Il valore dell’evento delle BARCHETTE non fa sottovalutare come sia necessario lavorare per trovare alleati che abbiano potere decisionale nelle istituzioni, nella società fra gli eletti perché la proposta prenda forma e riesca a divenire una realtà, una normativa.
L’impegno continua così su più fronti ed è aperto ad ogni suggerimento. Sul sito di Askavusa nel frattempo si è aperta anche una raccolta di firme sempre per la stessa richiesta. Le BARCHETTE comunque torneranno anche a Roma forse a fine settembre e sarà nostra cura darne notizia per avere la collaborazione di tutti.

Ecco l’appello e gli indirizzi dove trovare aggiornamenti e informazioni

Dal 1988 sono almeno 15.760 i morti nel mediterraneo, uomini, donne, bambini e anziani che cercano di trovare in Europa una condizione migliore e invece troppo spesso trovano una tragica fine. Queste persone non vengono quasi mai ricordate e ancor peggio non si fa una scelta risolutiva per evitare la morte di altre persone che dal nord Africa sono pronte a partire verso l’Europa in condizioni molto pericolose. Un corridoio umanitario Libia/Europa permetterebbe di salvare migliaia di vite umane e taglierebbe ogni tipo di finanziamento alle associazioni criminali che gestiscono i viaggi “Della speranza”. L’Europa dovrebbe adottare una linea comune e programmare un piano di accoglienza unitario.

In collaborazione con l’associazione culturale ASKAVUSA.
Askavusa.blogspot.com
Askavusa –facebook
https://percorridoioumanitario.wordpress.com/2011/08/18/barchette-a-roma-la
performance-di-giacomo-sferlazzo/
http://www.lampedusainfestival.com

Het openen van een humanitaire doorgang is de enige oplossing

29 agosto 2011
 di  Joachim Ben Yakoub

Met duizend papieren bootjes, startte Giacomo Sferlazo, een jonge kunstenaar uit Lampedusa, zijn wandeling aan café « le Port de l’Europe » in Sint-Gillis, Brussel. Het pleintje dat men in de volksmond « Place du bateau » noemt, wordt momenteel bezet wordt door een tijdelijk monument van Globe Aroma vzw. Via de Pianofabriek en de Parvis de Saint-Gilles vertok hij naar « ‘t Klein Kasteeltje » om zijn wandeling uiteindelijk te eindigen bij de eurocraten op het Luxemburgplein in Elsene. Onderweg liet hij een spoor van krantenpapieren bootjes achter. Een windstoot blies algauw de eerste bootjes weg. Een voorbijrijdende koets reed de volgende plat en een regenbui deed de laatste boten verdrinken. Tussendoor deelde hij folders uit met de eis voor de onmiddellijke opening van een humanitair corridor tussen Lybië en Europa.

“Barchetta” is een performance die de vraag voor de opening van een humanitaire corridor tussen Lybië en Europa kracht wil bij zetten. Een symbolische wandeling door de straten van Europese steden, Londen, Rome, Parijs,… Vandaag was het de beurt aan Brussel. Giacomo Sferlazzo is een kunstenaar  Aan deze frontlinie wordt hij regelmatig geconfronteerd met het actuele en acute probleem van vluchtelingen die tijdens hun overtocht in de Middellandse Zee verdrinken. Hij verdraagt de situatie niet langer en rebelleert tegen de apathie en hypocrisie van Europa en probeert ook zijn medeburgers op hun verantwoordelijkheid te wijzen. Als Europeaan, Italiaan en inwoner van het eiland Lampedusa kan hij niet stil toekijken naar de tragedies die zich dagelijks afspelen op de Middellandse Zee. De Afrikaanse vluchtelingen aan hun lot overlaten, betekent hen veroordelen om hun leven te wagen met schammele vlotten op zee.

Sinds 1998 zijn er ongeveer 15.760 dode lichamen gvonden in de Middellandse Zee. Oude en jonge mannen, vrouwen en kinderen, allen op zoek naar een nieuw leven, hebben de dood gevonden in plaats van betere leefomstandigheden. Er wordt zelden met een woord gerept over deze doden en wat erger is, niemand  onderneemt stappen om te voorkomen dat andere mensen de dood tegemoet treden tijdens deze wanhopige en gevaarlijke reis die ze blindelings ondernemen om Europa te bereiken.

Een humanitaire corridor tussen Libië en Europa zou met andere woorden duizenden mensenlevens kunnen redden. Het zou ook de financiering van criminele verenigingen bevriezen die zich bezighouden met wat ‘de reis van de hoop’ wordt genoemd. Europa moet kiezen voor een gemeenschappelijke visie om een verenigd en gastvrij systeem uit te bouwen!

Met deze performance hoopt Giacomo Sferlazzo de dood van duizenden mensen te vermijden die jaarlijks de overtocht naar Europa wagen. Giacomo lanceert daarom een oproep om alle Afrikaanse vluchtelingen onmiddelijk te evacueren. Vooral diegene afkomstig uit de hoorn van Afrika en gegijzeld worden in de, door Europa gesteunde, Libische oorlog, alsook zij die vastzitten aan de grens tussen Libië en Tunesië. Europa moet volgens Giacomo dringend ophouden met het stilzwijgend toekijken naar dit drama, vooraleer de stilte overgaat in medeplichtigheid. Europa zou een gezamenlijke inspanning van haar lidstaten moeten aanmoedigen en de evacuatie van deze vluchtelingen naar haar eigen grondgebieden moeten organiseren en zorgen voor degelijke opvang.

Aansluitend op de performance wordt op zaterdag 27 augustus 2011 de documentaire « Towards the Last Shore » van Fabrizio Basano vertoond in de Pianofabriek in Sint-Gillis. De film is een poëtische en muzikale documentaire die ons hopelijk gevoeliger zal maken voor het drama dat zich onder onze ogen aan het afspelen is, op enkele honderden kilometers van de stranden waar we deze zomer hebben liggen zonnen.

Meer info:

http://giacomosferlazzo.it
https://percorridoioumanitario.wordpress.com
http://www.askavusa.blogspot.com
http://www.pianofabriek.be/culturencentrum

BARCHETTE VENDREDI 26 AOUT Après-Midi à Bruxelles.

24 agosto 2011

Barchette

«petits bateaux»

VENDREDI 26 AOUT Après-Midi à Bruxelles

PERFORMANCE de Giacomo SFERLAZZO

Pour l’ouverture d’un corridor humanitaire depuis la Libye vers l’Europe

Conférence de presse à 12h au PIANOFABRIEK, 35 rue du Fort, 1060 Saint-Gilles

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suite à la conférence

Départ du «parcours» artistique, PIANOFABRIEK, quartier du Parvis

Fin du Parcours, esplanade du Parlement Européen, aux environs de 17h

 

«Petits Bateaux» est une performance de l’artiste Giacomo Sferlazzo, pour demander l’ouverture d’un corridor humanitaire depuis la Libye jusqu’aux rivages d’Europe, afin d’éviter l’indécence de ces milliers de morts en mer Méditerranée, parmi les migrants qui tentent au péril de leur vie de rejoindre les rivages européens. La performance consiste en une construction de 1000 petits bâteux, en papier blanc, qui seront placés lors d’un parcours, une marche «symbolique, que l’artiste effectuera dans les villes européennes, Londres, Rome, Bruxelles, … sur les trottoirs, les rues et les places. Un tract expliquant la demande de l’ouverture d’un «corridor humanitaire» sera distribué.

Giacomo SFERLAZZO est un artiste originaire de l’île de Lampedusa, où il vît et travaille. En première ligne confronté à ce thème des migrants qui meurent en mer Méditerranée – thématique brûlante d’actualité – il s’insurge contre l’indécence de ces morts et interroge l’Europe et ses citoyens, sur la nécessité d’établir un «corridor humanitaire» depuis les côtes Libyennes vers les rivages européens.

Towards the last Shore

SAMEDI 27 AOUT 20h au PIANOFABRIEK, 35 rue du Fort, 1060 Saint-Gilles

projection du FILM documentaire «Towards the last Shore», réalisé par Fabrizio BASANO, et produit par SOPHIMAGES, avec parmi les protagonistes Giacomo SFERLAZZO.

Le film a une durée de 52‘ et sera projeté dans sa V.O. italienne

avec à 20H des sous-titres en FR et à 21h des sous-titres en NL.

La projection sera suivie vers 22h d’un concert de Giacomo SFERLAZZO.

Informations complémentaires :  https://percorridoioumanitario.wordpress.com/

Réservations : sophimages@skynet.be

Contact :  Fabrizio Basano 0486938792

BARCHETTE a Roma la performance di Giacomo Sferlazzo.

18 agosto 2011

ROMA 22 Agosto 2011

Grazie a : Alessandra Balistreri, Lorenzo Sferlazzo, Abele Sferlazzo, Maria Teresa Tavassi, Paola Ortensi, Danilo Feliciangeli, Chiara Bottazzi, L’associazione Lucerna, Askavusa.

Foto di Alessandra Balistreri, Danilo Feliciangeli.

 

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Dove : Roma, da via della Lungaretta a Santa Maria in Trastevere in Roma.

Quando : Lunedi 22 agosto dalle 18 e 30.

Cosa è : Barchette” è una performance di Giacomo Sferlazzo per chiedere l’apertura di un corridoio umanitario dalla Libia, in modo da evitare le migliaia di morti che da anni avvengono nel mediterraneo durante i viaggi tra l’Africa e l’Europa. L’opera consiste nella realizzazione di 1000 barchette di carta bianca, che in una passeggiata simbolica nelle città europee Londra, Bruxelles, Roma ……….. verranno posizionate: nei marciapiedi, per le strade, nelle piazze. Durante la performance verrà distribuito un volantino con la richiesta per “L’apertura di un corridoio umanitario dalla Libia”.

Perchè :  ITA Dal 1988, sono almeno 15.760 i morti nel mediterraneo , uomini , donne, bambini e anziani che cercano di trovare in Europa una condizione migliore e invece troppo spesso trovano una tragica fine.Queste persone non vengono quasi mai ricordate e ancor peggio non si fa una scelta risolutiva per evitare la morte di altre persone che dal nord Africa sono pronte a partire verso l’Europa in condizioni molto pericolose. Un corridoio umanitario Libia/Europa permetterebbe di salvare migliaia di vite umane e taglierebbe ogni tipo di finanziamento alle associazioni criminali che gestiscono i viaggi “Della speranza”.L’Europa dovrebbe adottare una linea comune e programmare un piano di accoglienza unitario.

In collaborazione con l’associazione culturale ASKAVUSA.

BARCHETTE

5 agosto 2011

 

PER L’APERTURA DI UN CORRIDOIO UMANITARIO DALLA LIBIA PER L’EUROPA.

Performance

di

Giacomo Sferlazzo

Lampedusa 13/08/2011

Grazie a: ASKAVUSA,  Andrea Pavia, Luca Siragusa, Ilaria Vecchi, Alessandra Balistreri, B.S.A., ARCI, Marianna Maggiore, Gaia Serena Simionati.

Foto e video di Salvatore Billeci.